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Alternanza cromatica, acrilico su tela, 100 x 100
 
MIROSLAVA HAJEK, critico e storico dell'arte:CASALANGUIDA,UNA GEOMETRIA DI COLORI.

http://www.ildeutschitalia.com/i-6-sensi/casalanguida-una-geometria-di-colori/

https://www.youtube.com/watch?v=qJNp-W5T40A&feature=youtu.be

Se esaminiamo 2000 anni della nostra storia non possiamo negare che soltanto da circa cent’anni possiamo individuare artiste donne che hanno influenzato la storia dell’arte in un modo significativo. Anche se nel loro percorso lavorativo dovevano ancora affrontare molti inutili ostacoli e pregiudizi. Quindi ci sono ancora molte artiste donne da scoprire e questo dovrebbe essere un motivo di riflessione.

Una di queste è l’artista italiana Maria Casalanguida che ha lavorato pressoché ignorata dal sistema dell’arte ufficiale, benché i suoi dipinti contribuiscano significativamente alle problematiche proposte dalla pittura astratto-geometrica.

I suoi dipinti invitano gli occhi dello spettatore a penetrare all’interno della loro superficie, attirati ed affascinati da uno spazio costruito dal ritmo essenziale di campi colorati che creano illusioni di movimento e profondità insospettabili.

Questa specie di magnetismo distingue le sue opere dalle diverse pitture dell’astrazione geometrica più razionale e controllata. L’interazione ed il possibile coinvolgimento emotivo del fruitore sono degli strumenti usati dall’artista per poter raggiungere l’obiettivo di visualizzare una realtà che va oltre la capacità della percezione sensoriale umana. Questa azione implica uno scivolamento delle forme dipinte oltre la loro oggettività tangibile in uno spazio virtuale dell’universo, le sembianze del quale sono riprodotte in strutture geometriche, rompendo la bidimensionalità della tela.
Allo stesso tempo la funzione dinamica multidimensionale, impostata dai motivi geometrici della sua solida disposizione compositiva, costituisce l’alfabeto necessario per decifrare un preciso messaggio dell’artista. Se da una parte l’opera di Maria Casalanguida appare proiettata verso il futuro collegandosi alle esperienze della grafica digitale, dall’altra risveglia antiche reminiscenze che richiamano alla memoria esempi di pavimenti musivi, con geometrie raggiate particolarmente complesse dell’epoca romana o le decorazioni sui muri delle chiese medioevali.

Questa sua capacità di connettere e rievocare nella sua arte essenze sia del passato che del futuro ci fa capire che non esiste niente di indispensabile e, poiché media la conoscenza dell’universo tramite l’esperienza sensoriale, ogni volta sposta il mistero oltre la soglia di cognizione.

L’artista ricerca nel suo lavoro un’anima geometrica coerente, capace di modellare un ampliamento della rilevanza mentale e di rendere esplicita la nozione di pensiero visivo come struttura pluridimensionale. Cerca di tradurre l’accadimento in forme a-logiche e a-finalistiche, rifuggendo dalla violenza di punti di vista assoluti rispetto alla disposizione dell’evento dell’umano e alle costitutive relazioni che lo caratterizzano.

Potremmo enunciare, che nella sua ricerca estetica affiora una nuova configurazione dello spazio spirituale profano e della sua materia colorata, plurale ed in continuo sviluppo.
La mostra è a Milano, nella casa museo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24


 
Catalogo con dedica di GIANNI DOVA
 
Ritorno al presente, acrilico su tela, 100 x 100
 
Judit Nahoczky, storica dell'arte: Astrazione spirituale
L'arte di Maria Casalanguida costituisce la migliore tradizione dell'astratto geometrico. Come si suole dire, la grammatica di questo linguaggio coincide con quella dei maestri dell'avanguardia classica, però i tratti stilistici, le metafore e tutto i suoi tropi sono assolutamente autonomi. La geometria a lei serve come un insieme di fili con cui tessere il suo mondo, come la Parca Cloto filava il tessuto della vita nella mitologia romana.

Non è un'allusione casuale. Le tele di Maria Casalanguida degli anni Ottanta presentano un'evoluzione immanente, in cui i territori già conquistati sono compresi nella fase seguente. Il suo punto di partenza erano i dettagli di Venezia, città della sua formazione artistica. In queste pitture coglie l'essenziale degli oggetti con delle forme geometriche e allo stesso modo procede con i fiori e le figure umane che molte volte diventano manichini senza viso.

Non le interessano le cose che sono visibili, vuole conoscere cosa c'è dietro: la vera sostanza. In questo processo conoscitivo spartisce gli oggetti a elementi regolari e irregolari geometrici per ricomporli secondo la sua visione eidetica, cioè che concerne l'essenza...

Nella sua pittura è sempre presente l'ombra: una tinta chiara è accompagnata per conseguenza dal suo tono più scuro: luce e ombra, una non esiste senza l'altra.E' una particolarità delle composizioni di Maria che sono ritmate anche dalle astrazioni organiche dovute alla struttura e alla presenza della luce e dell'ombra dentro un'unità formale...

Dagli anni Novanta le sue forme diventano sempre più chiare e nette,giunge a una riduzione in cui non ha più bisogno neanche a livello di segnali delle forme organiche: è lo stato d'animo della libertà artistica che le permette di penetrare nella sfera dello spirituale in cui tutto diventa immateriale, perchè conta puramente l'essenza delle cose.

La sua visione tende all'infinito, per questo i suoi quadri non hanno principio e fine nei limiti della cornice e le composizioni spesso esorbitano dai confini della pittura.Sembra che la tela sia troppo limitata....
Da questo mondo ordinato è intenzionalmente allontanato ogni romanticismo sensuale. Si tratta di avvicinarsi all'assoluto, alla perfezione...

Maria Casalanguida non segue rigorosamente le convenzioni della teoria del colore, l sua tavolozza non è per accarezzare lo sguardo, non vuole far trasognare, esige una presenza attiva dello spettatore. Bisogna scoprire dietro il cromatismo accoppiato alle forme geometriche tutte le contraddizioni, le questioni, gli equilibri perduti, i disorientamenti che infine rinascono in una armonia universale.


 
Fiori bianchi, acrilico su tela, 60 x 80
 
Maestro Francesco Del Drago

...finito il lavoro Maria Casalanguida si precipita nel suo studio dove l'attendono tele e colori;il vero impegno, la vocazione, la pittura come misterioso bisogno esistenziale...

Bene inserita nelle più avanzate ricerche e conquiste d'oggi,malgrado la difficoltà a vedere opere altrui perchè troppo "forti" per lei. Ma l'essenziale filtrava. Nei libri, riviste e cataloghi l'impatto con l'altrui creatività, sfocata e indebolita dalle riproduzioni, le giunge attutita, solo come un suggerimento.

E' un caso raro, forse unico.Io ho lavorato anni nei musei per impossessarmi delle tecniche antiche e moderne, per arrivare alla mia.
Lei, più fortunata,ha trovato le soluzioni dentro...

"Fiori Bianchi": acrilico su tela, 60 x 80

così si esprime il Maestro su questa opera pubblicata nel catalogo della mostra che Egli stesso ha presentato:

"Fiori bianchi"realizzati con bianco di titanio e leggeri grigi, emergono da un fondo cromaticamente saturo di rossi cadmio, spring green,gialli cadmio e rosa composti.I pigmenti divengono sostanza spirituale riaprendo nello spettatore il "mind-body problem" neurobiologicamente e filosoficamente non risolto. La materia cromatica, come quella sonora, crea sentimento. Per quali vie e meccanismi non si sa.

 
Ragazze della via Veneto di Riano (Roma) Acrilico su tela, 60 x 80
 
Jolena BALDINI (BERENICE) giornalista e critico d'arte

Vocata alla pittura, come sempre accade a chi ha il senso dell'arte, fin dall’età in cui per la prima volta affronta un foglio di carta con un lapis, Maria sogna di seguire corsi di Belle Arti. Ma dopo la scuola d'obbligo la famiglia le impone studi più consoni ad una impeccabile educazione borghese, e invece del Liceo artistico dovrà iscriversi al classico.Porta avanti gli studi fino ad un approdo universitario; quindi segue con diligenza l'iter della tipica brava ragazza e si fa impiegata amabile in un ufficio pubblico.

Quando puo' mestica tinte ,visita musei, legge il trattato dei colori di Goethe, cerca ogni mezzo per farsi sempre più vicina al mondo dell'arte. Poi il colpo di testa. Va a Venezia, che ancora non conosce,per accettare un nuovo lavoro ma soprattutto vedere il Bellini,il Carpaccio, Tiziano,Tiepolo, Tintoretto e naturalmente Venezia. E' andata su per una settimana e ha trovato alloggio in una pensioncina a tre passi dal ponte dell'Accademia. Non credendo (o non volendo credere alle coincidenze), prende il caso come un segno e decide una coraggiosa scelta di vita.

Telefona ai suoi familiari per far sapere che non tornerà da Venezia perchè vuole dedicarsi alla pittura e vuol farlo li'.....Tornerà da Venezia a Roma dopo dodici anni. AVenezia frequenterà i corsi di pittura , scultura, incisione l'Accademia delle Belle Arti, sarà la visitatrice più assidua delle biennali, la presenza più costante in tutti i luoghi dove si fanno mostre d'arte e manifestazioni culturali.

Nasce quella sua pittura folgorata dal colore e priva di incertezze che parte dalla lezione cubista, che Maria Casalanguida ha tradotto in rigore stilistico. E quel rigore che nella ripetizione di certi elementi posti in successione che compongono i suoi quadri, come motivi architettonici veneziani, filari di coltivazioni floreali o tramature di boschi cedui, sembra perseguire il senso di un andante musicale, fastoso e solenne, mai tuttavia malinconico. Perché nei quadri della Casalanguida, qualunque sia il tema che ha scelto di collocare all'interno dei suoi stilemi pittorici, erompe sempre la vita.

Nella sua pittura,il colore non è solo elemento materico utilizzato per dare apparenza alla forma, ma voce essenziale del quadro stesso, sempre determinante nel ruolo di definirne i significati. E quel suo rigore geometrico può anche risultare compiutezza calligrafica, ma non (mai) rigidità emotiva.

Le forme che Maria Casalanguida dipinge, pure in quella loro stilizzazione, che sembra arieggiare un reinventato Liberty, sono sempre mosse da una loro morbida dolcezza; le sue accensioni cromatiche hanno sempre toni passionali anche quando l'artista usa colori freddi; verdi, azzurri e viola chimici.
Quella stessa tecnica della ripetitività che è alla base di tanti suoi quadri di paesaggio (ma attenzione: in Maria Casalanguida anche i fiori fanno paesaggio, e non soggetto nel contesto di un insieme) la ritroviamo perfino nella composizione a fasce policrome di un ciclo (vedi il dipinto «San Giorgio con gondole e conchiglie», nella collina di «Betulle e palmette» pezzata di colori che sembra la pavimentazione fantastica di una casa del duemilaottantasette. Perché gli azzurri compatti del suo mare, dei suoi cieli, dei fiori e dei frammenti che compongono i suoi dipinti; quei rossi laccati, quei «Fiori e fiori» che sembrano pianeti, quelle donne filtrate dall'azzurro e dal violetto; quei volti di «Variazioni femminili» divisi dai colori, dove tutto è, insieme, reale e fantastico, sembrano annunciare una visione nuova del mondo; un'apertura verso orizzonti altri, ignoti e felici.

Anche se il discorso sul presente di Maria Casalanguida è affidato soprattutto alla natura nella quale ha scelto di vivere immersa; a quelle intense coltivazioni di fiori che ha visitato fra il territorio ligure e quello del suo personale fantastico e a quegli intrica-ti, rigogliosi boschi di Riano che saluta e scruta per primi ogni mattina dalla sua finestra.



 
Paesaggio, acrilico su tela, 60 x 80
 
Poeta Gaetano Pampallona
La pittura di Maria Casalanguida merita attente riflessioni, trattandosi di una pittura aspra e dolcissima, segnicamente forte e, sotto l’aspetto prettamente cromatico, priva di scaltriti compiacimenti. Una pittura che coglie, fuori da opportunistiche neutralità, il disagio del vivere e le mille maschere di una società straniata, borghesianamente perduta nei recessi di “triviali miserie e insidiata dalla cenere nefasta di cui è fatto l’oblio”

Da ciò quei volti desolatamente scissi, quel bisogno della ricomposizione subito ritrattata a motivo di un inconscio che si mette in proiezione con furore implacabile quasi che l’arte della Casalanguida voglia trarre partito dalle lezioni di M.Heidegger, il quale avvertiva come siano proprio i sentieri intercettati nel loro rovescio, a consentire di comprendere e di avanzare.

Così sul piano stilistico l’artista privilegia un incalzante andamento geometrico e – secondo quanto afferma più di un critico – si oppone a forme espressive semplicistiche, a tutto beneficio di un’estetica tendenzialmente concettuale che intende amalgamare la vocalità dei piani monocromi (con intagli spesso giustapposti)entro un linguaggio di intelligente progettualità grafica, implicante un’inedita autonomia della figura…

(dal Corriere di Viterbo, 20/08/1992
 
Giardino, acrilico su tela 100 x 120
 
Fattino Tedeschi, critico d'arte

Riscoprire Maria Casalanguida artista già affermata, è come rileggere un libro in una nuova edizione che ci racconta della sua infinita arte aggiungendo nuovi particolari che si sono susseguiti nello scorrere a volte lento e ritmato della vita.

Qui a Nettuno c'è aria di mare e voglia di natura dove si possono coltivare sentimenti di colore e di scrittura, illuminati sempre dalla luce intensa del cielo.

Nelle opere di Maria Casalanguida c'è un intero universo che appare in tutta la sua grandezza percepito e modellato da linee, forme, colore, simboli, geometrie che non riescono mai ad appagare completamente nella loro bellezza la natura di questa assolata artista che cerca sempre la ragione,
il senso delle cose e della vita.
Guardare le sue opere è come entrare con linee ferme e decise in una
galleria di colori che si dipartono da diverse direzioni per congiungersi poi allo scoperta di uno spazio sempre nuovo.
L'artista, che proviene da lunghi studi all'Accademia Belle Arti di Venezia, investe nelle sue opere tutti quei progetti di architettura fatta di colori destinati mai ad eguagliarsi cercando sempre una loro precisa autonomia.

Anche nei fiori l'artista riesce a creare attraverso un profondo esame cremale, la geometria di quel fiore-petalo perché quella sua geometria rappresenta una continuità temporale considerando che il suo non è mai un disegno statico ma un segno dinamico in continuo movimento,che mai si può ricondurre ad una geometria metafisica.

In queste opere c'è un colore, un segno che non muore ma che cerca un'altra vita e tutto questo è un riscoprire alla ricerca di una nuova luce che
rispecchi la conoscenza e il principio della vita nei suoi aspetti naturali che l'artista riesce ad imitare attraverso le sue rappresentazioni e i suoi scenari carichi di forme virtuose, presi in prestito dalla materia che nel divenire di questa artista si trasformano in sottili armonie di chiaroscuri-penombre,esplosioni di colore come presupposti ed espressioni di una concezione geometrica fuori da ogni tradizione, intesificata dal colore nelle sue forme più pure.

In ogni colore in ogni segno, in ogni visione c'è la presenza di una interlocutrice capace di interferire negli spazi mai definiti dal tempo e ricercati dall'artista, tele nude di cui l'artista si appropria per restituire poi uno spazio introspettivo capace di lasciare simboli e segni di riconoscimento che sotto la luce del colore riescono a creare un groviglio
di spazi, di colori, per ristabilire la dimensione dell'artista e dell'opera nella dimensione umana di un universo, sconosciuto agli uomini e ricordato dagli artisti.
 
Variazioni femminili, acrilico su tela 60 x 70
 
Andrea Baldocchi, scrittore e critico d'arte

Il lavoro di Maria Casalanguida ci stupisce.

Affascinante la tecnica, sicura e guizzante. Esaltante ogni singola realizzazione, libera, personalissima e originale. Un'artista che rimodula certe esperienze, anche italiane, di inizio Novecento, infondendo alla propria tavolozza la sicurezza di un tratto che carezza le geometrie del sogno.

Un sogno appassionato che accende i colori, caldi e potenti allo stesso tempo. Una visione delle cose che illumina. Un leggero soffio che matura e diviene uragano.
 
Punto di partenza, acrilico su tela, 60 x 80
 
Prof.ssa Angela Noya
Carissima,

ho davanti un foglio bianco e, come tu affondi la tela per tessere le tue fantasie,così io cercherò di parlarti: infatti penso che tra l’artista e chi, in questo caso cerca di codificarlo si instaura un dialogo, o perlomeno si deve tentare di farlo.
Sono diversi giorni che mi dedico a leggere di te e a guardare e riguardare i tuoi lavori, come ti ho più volte detto ritengo che la cara Berenice abbia realmente saputo cogliere il tuo pensiero più intimo, l’aver accennato ad un periodo molto interessante del tuo trascorso, la permanenza a Venezia e la tua frequentazione all’Accademia, ha per me centrato quello che senza meno è stato il periodo determinante del tuo percorso artistico.

L’aver parlato di quel periodo, estremamente interessante mi fa capire quanto sia stato importante per te volere e sapere dipingere; il tuo linguaggio più intimo e vero è lì, sulle tue tele dove prediligi modulare una serie di “segnali”, così li definirei, un voler tracciare un percorso, dove con l’armonia dei colori, ci inviti ad entrare per percorrere con te un viaggio in un mondo altro, un mondo dove c’è armonia e direi pace.

Anche quando i colori sembrano esplodere come in una fantastica girandola, il risultato è sempre, malgrado tutto, di una sensazione di armonia.Tutto si risolve e si converte, così da raccontare tanto di te, il voler superare turbamenti ed affanni esorcizzandoli e risolvendoli con l’amore.

Come diceva il Poeta”donne che avete intelletto d’amore” per te l’amore è la grande leva per ogni cosa, i colori che tu metti nelle tue tele hanno la valenza di un grande prato fiorito; hai certamente assimilato ed elaborato quanto hanno prodotto le grandi correnti pittoriche del 900, futurismo, suprematismo, l’orfismo di Delaunay, con un indugiare in certe soluzioni care all’optical art, ma rimane inconfondibile il tuo apporto.

Hai saputo coniugare cultura e sensibilità, con quanto scaturisce dal tuo intimo, e non mi stupirei se i colori delle tue opere, per magia ci avvolgessero nelle loro spire colorate.

Sei una sognatrice, e dai consistenza ai tuoi sogni per una tua generosa capacità di voler comunicare il tuo bene agli altri.
Questa tua innegabile e aggiungerei caparbia volontà della gioia di vivere;

non so se sono stata capace di dirti tutto, poi ci sentiremo

Per ora buon lavoro, un abbraccio


 
Ritratto di Anna
 
Giancarlo Romiti, critico d'arte

L'INTIMISMO FAVOLISTICO di Maria CASALANGUIDA

Appare subito evidente che le opere di Maria Casalanguida si originano ed edificano dalla proprietà ed efficacia segnica.
La linea ora sottile e quasi suggerita, ora sinuosa altra volta spezzata e vigorosa, insiste in funzione di nervatura, struttura portante, principio stesso delle realtà.

Il tracciato del disegno delimita le zone cromatiche che possono essere modellate secondo le esigenze del vero, ma possono pure essere intese secondo una gradazione di strisce che interpretano in soggettive scansioni gli effetti chiaroscurali e che giovano efficacemente alla proiezione dei risultati dell'indagine nell'interiorità.

Volti dolcissimi pervasi da'infinitudine della mestizia sono costruiti con tracce essenziali e lievi tocchi di linee, quasi sussurri per immergerci nella dimensione raccolta dello spirito.
Nulla affiora di insistentemente calligrafico, persiste il rifiuto nella tregua dell'inutile, ogni indugio edonistico è superato perchè ciò che conta è il concetto, il momento particolare, la situazione psicologica.

I colori sono bene intonati e hanno ampio respiro, si stendono nella purezza dei loro valori,rispondono ad ogni modulazione emotiva.
Maria Casalanguida è la pittrice dei caratteri fondamentali dell'animo umano. L'analisi si sofferma sui principali che vibrano della sofferenza, quali l'ansia e l'imperativo imprescindibile degli istinti, i quali urgono per tutta la durata della vita...

Nei quadri di questa artista vi si legge il piacere di fare pittura, della descrizione, della scoperta.
Ai temi delle nature morte, dei paesaggi e degli interni seguono le figure di fanciulle, le modelle dell'Accademia, che rappresentano il completarsi di un sentimento del suo mondo, ora tenero e un pò misterioso, ora favolistico ed ironico.

A voler prescindere dai riferimenti di cultura che circolano in queste opere recenti di Maria Casalanguida e che sarebbe inutile sottolineare dal momento che la cultura è per questa artista un dato imprescindibile e la citazione un ritorno del tutto naturale ad una storia profondamente amata e vissuta, le sue opere rivelano una felicità del dipingere rara ai nostri giorni e un altrettanto raro rapporto diretto con le cose.

Proprio rispetto alla cultura si dovrebbe anzi dire che la scelta della Casalanguida risponde semmai alla necessità di esaltare il ritrovato rapporto con le cose: quando l'artista accede a quel suo disegno largo, che propone con evidenza l'oggetto e la figura, quando utilizza un tratteggio fiammeggiante, d'estrazione tra fauve e divisionista, è l'oggetto ad acquistarne di presenza, è l'immagine che brucia di una sua esaltante vita....

Maria Casalanguida restituisce agli oggetti d'esperienza una vita desueta, sfonda d'un colpo dall'immagine contenuti formali e suggestioni di vita frantumata, accogliendo il miracolo, ogni volta rinnovato,di presenza che hanno nella loro stessa evidenza di figura il compiuto senso di esistere per sè.
Le figure femminili,una figura di sghembo,i paesaggi, i fiori,stanno nel campo trascorrente e ininterrotto dello sguardo, come oggetti paghi di una loro esistenza nello spazio.

Ciò non significa che la pittura dell'artista sfugga a tentazioni inespresse ma presenti come aloni balenanti sulle forme presenti nell'immagine.
La condizione stessa della donna, e dell'artista oggi, vietano totali certezze, il dialogo senza fratture con gli oggetti...
 
Irregolarità, acrilico su tela, 100 x 100
 
Dott. Francesco Poma, appassionato d'arte

Ammirare le opere di Maria Casalanguida, è stata per me un'esperienza unica. Ho molto apprezzato la sua capacità di trasmettere emozioni, con il solo linguaggio dei colori e delle forme.

La pittura astratta, perché di questo si parla, va interpretata e capita, per poterne cogliere il messaggio che essa trasmette ma, per le opere di Maria, queste mediazioni sofistiche non sono necessarie, perché il messaggio giunge sempre chiaro e limpido allo spettatore, inondandolo di sensazioni positive ogni qual volta il suo sguardo si soffermi: ora sulle suggestive campiture di colori, ora sulle forme che essi compongono.

La bellezza, quando è pura, non deve essere spiegata in alcun modo perché il messaggio risulta immediatamente percepibile dallo spettatore, in maniera ostensiva.

Detto ciò, è necessario dire che: se è vero come è vero, che negli intenti di Maria, ci sia la voglia e il desiderio, di raggiungere attraverso la creazione artistica, la "pura perfezione", è pur vero che in quelle stesse opere si rilevi anche la sua consapevolezza che questo obbiettivo, risulti a lei ancora irraggiungibile!

Ed è così chele opere da lei prodotte, sembrano ricordare allo spettatore che cogliere la pura bellezza, è più che una mera operazione artistica che tenti di imitare quelle recondite armonie che solo la natura, ci sa mostrare nelle sue forme "perfette", ma è, per Maria, un obbiettivo, che si può raggiungere, solo indirizzando lo sguardo verso un punto infinito, che, per noi umani, resta irraggiungibile,seppure vi aneliamo; ed è questo un primo messaggio, non troppo nascosto, che io ho colto, nelle opere di questa artista.

La natura, quando organizza le sue forme e i suoi colori, segue sempre degli schemi armonici, fissi e costanti, che risultano essere, ai nostri occhi umani, belle e perfette di per se; così che ognuno di noi riconosce la bellezza di un fiore o di una foglia, istintivamente e senza che nessuno gliene spieghi il motivo. Lo stesso vale per le opere di Maria, perché, anche se le forme e i colori di queste sono astratte, e quindi non riconducibili ad elementi naturali, su cui lo spettatore può esprimere un giudizio cognitivo, egli rimane comunque influenzato positivamente dall'armonia della composizione, che proprio a quelle stesse costanti universali presenti in natura, che Maria si rifà!

Ed è questo un altro messaggio, che io ho fortemente percepito; cioè la voglia di Maria di inserire nell'essenza delle sue opere, il meglio del mondo che ci circonda! il meglio dei colori e delle forme, dello spazio e del tempo, passato e futuro.

Ad un primo sguardo, in queste opere, noi spettatori possiamo vedere uno spazio, quello della tela, riempito con sapienti campiture di colori, con tonalità digradanti o con sapienti usi di contrasti cromatici, che non spezzano mai la sobrietà della composizione cromatica; lo spazio, poi, è diviso solo in apparenti forme geometriche bidimensionali, ma in realtà, è possibile cogliere altri spazi e altri livelli.

Nella composizione, più e più piani sovrapposti son suggeriti dalla profondità insinuata dalla stacco tra i colori, che in sintesi, danno profondità all'opera.

Si aprono. quindi, allo spettatore, nuove possibilità di intravvedere, tra le pieghe dell'ornato e del disegno amorfo e geometrico, altri livelli figurativi, con un continuo rimando aggettante o penetrante, così che questo sconcerti, solo per un attimo, l'attento lettore dell'opera, per poi portarlo a vivere emozioni ed esperienze oniriche, che coinvolgono il più profondo del suo animo. L'opera si prolunga quindi all'infinito, non solo nello spazio conosciuto o sconosciuto, ma anche nel tempo, che noi sappiamo essere non solo relativo, ma anche indeterminato! in sintesi e in finale di queste poche parole, ma ahimè, non troppo semplici riflessioni, posso aggiungere che, per meglio apprezzare le opere di Maria, occorre osservarle con il cuore e non con la mente, perché anche lei nel comporle ha fatto lo stesso.


 
Modulazione costante II
 
Rosa Spinillo, critico e storico dell'arte
Poiesi cinetica, energia in moto, linee e masse cromatiche si espandono nella luce in movimenti ondulatori al ritmo sincopato di una melodia musicale, elementi della natura che si fondono in astrazioni formali, sinfonie geometriche si fondono nella purezza della linea in moto perpetuo.

E'questa l'arte di Maria Casalanguida, un'artista metodica, colta, che nell'apparente caos delle composizioni cromatiche non lascia nulla alla casualità. Perchè l'arte è studio e continua ricerca...

 
Fiori e Fiori, tempera su carta, 60 x 80
 
FRANCESCO, misterioso poeta

Emozionalità silente

La tua pittura si apre alle sensazioni emozionali dell'anima, attraverso una silente solitudine fatta di colori, di sensazioni, di puri colori diluiti nel magma psichico della creazione artistica, mai soddisfatta dalla realtà, sempre alla ricerca di nuove forme e di nuove vie dell'essere donna e dell'essere artista. Complimenti!

 
Ritratto di Zaira
 
Antonio Oberti, critico d'arte

Maria Casalanguida,sin dagli inizi della sua attività artistica ha deciso di contare su quella sicurezza di mestiere che deve caratterizzare ogni autentico artista.Pittrice della gioia, la sua pittura sgorga con i ricordi delle cose viste e amate a Venezia o a Roma, di fronte ad un giardino fiorito o ad un'aurora boreale.

Dipinge figure che parlano dagli occhi, sorvolando su tanti particolari ch'ella ritiene inutili: dipinge soprattutto la sua chiarezza e la sua sensibilità, i tesori della natura giocando con toni freschi e puri per offrire , evocando, sulle tele le felici combinazioni offerte dalla vita reale.

Mediante una analisi precisa non è difficile riscontrare, nella sua pittura depurata e idealizzata,una luce sempre viva e fosforescente che gioca col ritmo musicale dei colori. Ne deriva che si può credere di trovarsi di fronte ad una trasfigurazione poetica,ad una particolare atmosfera atta a permettere al susseguirsi dei colori mediterranei di esplodere o di incunearsi gli uni negli altri nell'abbraccio di cielo e di terra.

Perciò il suo linguaggio è sempre vivo e attualissimo, giova a chiarire la volontà dell'artista di mantenere un equilibrio solenne e dolce a un tempo e, perchè no, un ordine di pensieri elevati.
 
Nova spes, acrilico su tela, 80 x 80
 
Gianfranco Galanti, artista

Per formazione professionale, sono abituato a ricercare nel lavoro d'arte i coinvolgimenti e i motivi che muovono il lavoro dell'artista, ancor prima delle ragioni "intellettuali" che frequentemente oscurano quanto di più vitale è contenuto nell'opera.

Esaminando con attenzione il lavoro di Maria Casalanguida mi accorgo anzitutto quanto sia viscerale in lei l'amore di possedere lo spazio in cui si muove.
Non si può sottacere che il maggior impatto con la tela la pittrice lo risolve mediante una passionale sensibilità cromatica, che dispensa con foga nei vibranti accostamenti sempre equilibrati e armonici, segno evidente di una grande esperienza.

Dai temi saldamenti figurativi, l'artista si trova ora ad assegnare al colore una responsabilità magicamente espressa, lì dove sorgono come per incanto, forme caleidoscopiche di un immaginario elegante che, con studiata efficacia cattura lo sguardo che si libra nel piacere dei sensi.
 
Modulazione costante , acrilico su tela, 100 x 100
 
Prof. Antonio Silvestri
Le opere di questa pittrice, inducono ad infinite suggestioni. Il suo mondo espressivo è fatto di tante sfaccettature, che attraggono l’osservatore, concludendo nel labirinto dell’arte contemporanea.
La sua pittura vive di schemi compositivi che, dando un senso geometricamente compiuto all’opera, la consegnano ad un cromatismo vivace, ritmico, caleidoscopico, pulsante.

In questa chiave espressiva, quindi tematica trova la giusta collocazione, fiori che diventano moduli compositivi, fiori, osservati fino all’inverosimile che diventano alterazioni della realtà.




 
Mostra collettiva Galleria SPAZIO 2000 - RIANO (Roma) 1991
 

Lo scrittore Melo FRENI e Maria
 
Mostra collettiva Perugia, Chiostro di San Pietro
 
Prof. Renato LAMPERINI, curatore della mostra e Maria
 
Mostra Personale Maria Casalanguida - Nemi (Roma) Castello RUSPOLI
 

Assessore alla cultura Roberta Middei, Maria,Sindaco di Nemi Roberto Colazza e moglie
 

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