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RITORNO AL PRESENTE
acrilico su tela, 200x200
Installazione, 2017

 

MIROSLAVA HAJEK: CASALANGUIDA: UNA GEOMETRIA DI COLORI


http://www.ildeutschitalia.com/i-6-sensi/casalanguida-una-geometria-di-colori/

https://www.youtube.com/watch?v=qJNp-W5T40A&feature=youtu.be

Se esaminiamo 2000 anni della nostra storia non possiamo negare che soltanto da circa cent’anni possiamo individuare artiste donne che hanno influenzato la storia dell’arte in un modo significativo. Anche se nel loro percorso lavorativo dovevano ancora affrontare molti inutili ostacoli e pregiudizi. Quindi ci sono ancora molte artiste donne da scoprire e questo dovrebbe essere un motivo di riflessione.

Una di queste è l’artista italiana Maria Casalanguida che ha lavorato pressoché ignorata dal sistema dell’arte ufficiale, benché i suoi dipinti contribuiscano significativamente alle problematiche proposte dalla pittura astratto-geometrica

I suoi dipinti invitano gli occhi dello spettatore a penetrare all’interno della loro superficie, attirati ed affascinati da uno spazio costruito dal ritmo essenziale di campi colorati che creano illusioni di movimento e profondità insospettabili.

Questa specie di magnetismo distingue le sue opere dalle diverse pitture dell’astrazione geometrica più razionale e controllata. L’interazione ed il possibile coinvolgimento emotivo del fruitore sono degli strumenti usati dall’artista per poter raggiungere l’obiettivo di visualizzare una realtà che va oltre la capacità della percezione sensoriale umana. Questa azione implica uno scivolamento delle forme dipinte oltre la loro oggettività tangibile in uno spazio virtuale dell’universo, le sembianze del quale sono riprodotte in strutture geometriche, rompendo la bidimensionalità della tela .
Allo stesso tempo la funzione dinamica multidimensionale , impostata dai motivi geometrici della sua solida disposizione compositiva, costituisce l’alfabeto necessario per decifrare un preciso messaggio dell’artista . Se da una parte l’opera di Maria Casalanguida appare proiettata verso il futuro collegandosi alle esperienze della grafica digitale, dall’altra risveglia antiche reminiscenze che richiamano alla memoria esempi di pavimenti musivi , con geometrie raggiate particolarmente complesse dell’epoca romana o le decorazioni sui muri delle chiese medioevali.

Questa sua capacità di connettere e rievocare nella sua arte essenze sia del passato che del futuro ci fa capire che non esiste niente di indispensabile e, poiché media la conoscenza dell’universo tramite l’esperienza sensoriale, ogni volta sposta il mistero oltre la soglia di cognizione.

L’artista ricerca nel suo lavoro un’anima geometrica coerente , capace di modellare un ampliamento della rilevanza mentale e di rendere esplicita la nozione di pensiero visivo come struttura pluridimensionale . Cerca di tradurre l’accadimento in forme a-logiche e a-finalistiche , rifuggendo dalla violenza di punti di vista assoluti rispetto alla disposizione dell’evento dell’umano e alle costitutive relazioni che lo caratterizzano.

Potremmo enunciare, che nella sua ricerca estetica affiora una nuova configurazione dello spazio spirituale profano e della sua materia colorata, plurale ed in continuo sviluppo.
Mostra a Milano, nella casa museo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24


 

INTERNATIONAL WEB POST - Direttore Attilio miani

http://www.internationalwebpost.org/contents/AVVENTURARSI_NEL_DEDALO_DEI_COLORI-Personale_di_Maria_Casalanguida_1962.html#.Wuxo76SFOpp
 



MOSTRA MILANO - CASA MUSEO SPAZIO TADINI -
dal 19 marzo al 3 aprile 2015
 






Miroslava HAJEK e Maria Casalanguida
selfie
 




Modulazione costante
e variante n.2
acrilico su tela,anno 2015
cm160x160
 



Quadrivio
 

Copertina del catalogo di una mostra che è e sarà sempre nel mio cuore. Presentazione del Maestro Francesco DEL DRAGO

Con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione
 

PRESENTAZIONE DEL MAESTRO FRANCESCO DEL DRAGO ALLA MIA MOSTRA PERSONALE
GALLERIA IL LOGOGRAMMA (ROMA)
 

…Finito il lavoro, Maria Casalanguida si precipita fuori Roma nel piccolo studio dove l’attendono tele e colori acrilici: il vero impegno, la vocazione, la pittura come misterioso bisogno essenziale. Bene inserita nelle più avanzate ricerche e conquiste d’oggi malgrado la difficoltà a vedere quadri altrui.

Nel tempo, ormai lontano, che alla Biennale di Venezia erano ancora esposte opere d’arte, lei faceva visite rapide. Guardava poco le pitture:” Non le sopportavo, erano troppo forti per me”. Ma l’essenziale filtrava.

Nei libri, riviste e cataloghi l’impatto con l’altrui creatività, sfocata e indebolita dalle riproduzioni, le giunge attutita, solo come un suggerimento. E’ un caso raro, forse unico.

Io ho lavorato anni nei musei per impossessarmidelle tecniche antichee moderne, per arrivare alla mia. Lei, più fortunata, ha trovato le soluzioni dentro.

L’angelo della pittura l’ha difesa dai demoni dell’antiarte e sin da bambina è stata come illuminata sul suo dfficile cammino che le è costato rinunce e sofferenza e che realizza con la forza disarmante dell’innocenza.
Sa che il disegno, la forma e il colore vanno conquistati ogni giorno nel sogno, nel dormiveglia, nelle faccende quotidiane, nella meditazione e nel far progredire il mestiere.

Evita le distrazioni, ignora le sollecitazioni consumistiche. Realizza la sua vocazione con determinazione quasi mistica. Sa che il suo essere profondo è amalgamato alla progressione della tecnica che le permette di comunicare creando. Dipingendo assolve al suo dovere sociale. Non dipinge per lei, per il mercato o per il denaro, ma per l’umanità, con il desideri odi eternarsi in opere durature.
E per questo ha scelto l’acrilico. L’olio si ossida, fa virare i colori,e li scurisce al punto che nei musei vediamo solo i simulacri e i fantasmi delle armonie cromatiche di un tempo. Anche gli Impressionisti e i Fauves sono ormai spenti ed inefficaci.

L’acrilico è un polimerico trasparente, stabile,sicurissimo (nei laboratori è stato “invecchiato” di duemila anni con lampade speciali ed è rimasto intatto)ma non si può usare come l’olio. Richiede una tecnica nuova come il prodotto. Ed ogni tecnica richiede tempo, capacità ed esperienza.

Maria mi ha portato a studio le tele che saranno riprodotte a colori in catalogo. Come abbia fatto a intuire e realizzare tante cose, non lo so. Le donne, beate loro,hanno veramente il famoso sesto senso.

Sta di fatto che sono profondamente gratificato nella scoperta di un’ autentica artista e dei suoi quadri, che mi limiterò a descrivere per il visitatore della mostra, non avendo veste e titolo di critico.
 


il Maestro Francesco del DRAGO e Maria
Galleria IL LOGOGRAMMA, ROMA
 






Il Maestro Francesco DEL DRAGO presente alla inaugurazione della mia mostra
 
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Ermetico
e variante I,
anno 2016
acrilico su tela
cm.200x200

 






Dedica dell'Artista Gianni DOVA
 

Tra i miei ricordi più belli JOLENA BALDINI , la storica Treccia di Paese sera, giornalista e scrittrice.

Mi commuove sempre rileggere il suo scritto in questo Catalogo, edito dalla Galleria PARAMETRO di Dario RUFFINO (Roma, via Margutta)
 

JOLENA BALDINI "BERENICE": Maria CASALANGUIDA
 

Maria Casalanguida appartiene alla Roma residenziale, nata all’ombra del braccianese Castello Odescalchi, e residente a poca distanza da dove è nata, nel territorio di Riano Flaminio, dove oggi vive ed opera. Ma fra questa nascita e questo approdo corre una storia degna di cronaca.

Vocata alla pittura, come sempre accade a chi nasce col senso dell’arte, fin dall’età in cui per la prima volta affronta un foglio di carta con un lapis, Maria sogna di seguire un corso di Belle Arti. Ma dopo la scuola d’obbligo, la famiglia le impone studi più consoni a una impeccabile educazione borghese, e invece del liceo artistico dovrà iscriversi al classico. Porta avanti gli studi fino a un approdo universitario; quindi segue con diligenza l’iter della tipica brava ragazza del suo ceto: dai banchi di scuola passa a quelli di un ufficio e si fa impiegata attiva, amabile e amata lei così intelligente, graziosa, dolce; sempre disponibile verso gli altri.

Negli spazi concessi alla sua giovane e apprensiva esistenza dall’impegno lavorativo,invece di cercare un marito, Maria cerca di dipingere. E quando è un marito a cercare lei, Maria sfugge,tergiversa, procrastina. In realtà l’arte è in cima a tutti i suoi pensieri, sempre sospinta dalla sua felice e imprevedibile ansia di fare pittura. Quando può mestica tinte, visita musei, legge il trattato dei colori di Goethe, cerca ogni mezzo per farsi sempre più vicina al mondo dell’arte.

Poi il colpo di testa. Va a Venezia per lavoro, trova alloggio in una pensioncina a tre passi dal Ponte dell’Accademia. Non credendo (o non volendo credere alle coincidenze)prende il caso come un segno e decide una coraggiosa scelta di vita. Lascia il suo Ufficio di Roma, telefona ai suoi famigliari per far sapere che non tornerà da Venezia perchè vuole dedicarsi alla pittura e vuole farlo da lì…

Nasce quella sua pittura folgorata dal colore e priva di incertezze che parte dalla lezione cubista, che Maria Casalanguida ha tradotto in rigore stilistico. E quel rigore che nella ripetizione di certi elementi posti in successione che compongono i suoi quadri, come motivi architettonici veneziani, filari di coltivazioni floreali o tramature di boschi cedui, sembra perseguire il senso di un andante musicale, fastoso e solenne, mai tuttavia malinconico. Perché nei quadri della Casalanguida, qualunque sia il tema che ha scelto di collocare all’interno dei suoi stilemi pittorici, erompe sempre la vita.

Nella sua pittura , il colore non è solo elemento materico utilzzato per dare apparenza alla forma, ma voce essenziale del quadro stesso, sempre determinante nel ruolo di definirne i significati. E quel suo rigore geometrico può anche risultare compiutezza calligrafica, ma non (mai) rigidità emotiva.

Le forme che Maria Casalanguida dipinge, pure in quella loro stilizzazione, che sembra arieggiare un reinventato Liberty, sono sempre mosse da una loro morbida dolcezza, le sue accensioni cromatiche hanno sempre toni passionali anche quando l’artista usa colori freddi: verdi, azzurri e viola chimici.

Quella stessa tecnica della ripetitività che è alla base di tanti suoi quadri di paesaggio (ma attenzione: in Maria Casalanguida anche i fiori fanno paesaggio, e non soggetto nel contesto di un insieme) la ritroviamo persino nella composizione a fasce policrome di un cielo (vedi dipinto “San Giorgio con gondole e conchiglie”), nella collina di “Betulle e Palmette” pezzata di colori che sembra la pavimentazione fantastica di una casa del duemilaottantasette.

Perché gli azzurri compatti del suo mare, dei suoi cieli,dei fiori e dei frammenti che compongono i suoi dipinti; quei rossi laccati, quei “Fiori e fiori”che sembrano pianeti,quelle donne filtrate dall’azzurro e dal violetto; quei volti di “Variazioni femminili” divisi dai colori, dove tutto è, insieme,reale e fantastico, sembrano annunciare una visione nuova del mondo; un’apertura verso orizzonti altri, ignoti e felici.
Anche se il discorso sul presente di Maria Casalanguida è affidato soprattutto alla natura nella quale ha scelto di vivere immersa; a quelle intense coltivazioni di fiori che ha visitato fra il territorio ligure e quello del suo personale fantastico e a quegli intricati, rigogliosi boschi di Riano che saluta e scruta per primi ogni mattina dalla sua finestra.
 

Panorama dal mio studio di Riano(Roma)
con i boschi intricati e rigogliosi citati da Jolena Baldini
 



Judit NAHOCZKY, critico e storico dell'Arte: ASTRAZIONE SPIRITUALE
 

L'arte di Maria Casalanguida costituisce la migliore tradizione dell'astratto geometrico. Come si suole dire, la grammatica di questo linguaggio coincide con quella dei maestri dell'avanguardia classica, però i tratti stilistici, le metafore e tutto i suoi tropi sono assolutamente autonomi. La geometria a lei serve come un insieme di fili con cui tessere il suo mondo, come la Parca Cloto filava il tessuto della vita nella mitologia romana.

Non è un'allusione casuale. Le tele di Maria Casalanguida degli anni Ottanta presentano un'evoluzione immanente, in cui i territori già conquistati sono compresi nella fase seguente. Il suo punto di partenza erano i dettagli di Venezia, città della sua formazione artistica. In queste pitture coglie l'essenziale degli oggetti con delle forme geometriche e allo stesso modo procede con i fiori e le figure umane che molte volte diventano manichini senza viso.

Non le interessano le cose che sono visibili, vuole conoscere cosa c'è dietro: la vera sostanza. In questo processo conoscitivo spartisce gli oggetti a elementi regolari e irregolari geometrici per ricomporli secondo la sua visione eidetica, cioè che concerne l'essenza...

Nella sua pittura è sempre presente l'ombra: una tinta chiara è accompagnata per conseguenza dal suo tono più scuro: luce e ombra, una non esiste senza l'altra.E' una particolarità delle composizioni di Maria che sono ritmate anche dalle astrazioni organiche dovute alla struttura e alla presenza della luce e dell'ombra dentro un'unità formale...

Dagli anni Novanta le sue forme diventano sempre più chiare e nette,giunge a una riduzione in cui non ha più bisogno neanche a livello di segnali delle forme organiche: è lo stato d'animo della libertà artistica che le permette di penetrare nella sfera dello spirituale in cui tutto diventa immateriale, perchè conta puramente l'essenza delle cose.

La sua visione tende all'infinito, per questo i suoi quadri non hanno principio e fine nei limiti della cornice e le composizioni spesso esorbitano dai confini della pittura.Sembra che la tela sia troppo limitata....
Da questo mondo ordinato è intenzionalmente allontanato ogni romanticismo sensuale. Si tratta di avvicinarsi all'assoluto, alla perfezione...

Maria Casalanguida non segue rigorosamente le convenzioni della teoria del colore, l sua tavolozza non è per accarezzare lo sguardo, non vuole far trasognare, esige una presenza attiva dello spettatore. Bisogna scoprire dietro il cromatismo accoppiato alle forme geometriche tutte le contraddizioni, le questioni, gli equilibri perduti, i disorientamenti che infine rinascono in una armonia universale.
 

ALTERNANZA CROMATICA
acrilico su tela 120x100
anno:2010
 


GIANCARLO ROMITI, critico d'Arte

L'INTIMISMO FAVOLISTICO di Maria CASALANGUIDA
 

Nei quadri di questa artista vi si legge il piacere di fare pittura, della descrizione, della scoperta.
Ai temi delle nature morte, dei paesaggi e degli interni seguono le figure di fanciulle, le modelle dell'Accademia, che rappresentano il completarsi di un sentimento del suo mondo, ora tenero e un pò misterioso, ora favolistico ed ironico.


A voler prescindere dai riferimenti di cultura che circolano in queste opere recenti di Maria Casalanguida e che sarebbe inutile sottolineare dal momento che la cultura è per questa artista un dato imprescindibile e la citazione un ritorno del tutto naturale ad una storia profondamente amata e vissuta, le sue opere rivelano una felicità del dipingere rara ai nostri giornie un altrettanto raro rapporto diretto con le cose.

Proprio rispetto alla cultura si dovrebbe anzi dire che la scelta della Casalanguida risponde semmai alla necessità di esaltare il ritrovato rapporto con le cose: quando l'artista accede a quel suo disegno largo, che propone con evidenza l'oggetto e la figura, quando utilizza un tratteggio fiammeggiante, d'estrazione tra fauve e divisionista, è l'oggetto ad acquistarne di presenza, è l'immagine che brucia di una sua esaltante vita.

Oggetto e figura sono dunque i centri d’immaginazione della pittrice, riferimenti focali dell’immagine attraverso i quali dilaga un’attitudine dell’artista a vivere in modo esaltante l’esperienza del reale. Sembra che Maria Casalanguida ritrovi,nella riscoperta di un linguaggio che direttamente accede al plastico possesso delle cose, quel rapporto con il mondo reso difficile da troppe storture intellettuali;sembra che rinnovi,restringendo il campo d’interventoal banale quotidiano, la possibilità di un colloquio meno drammatico con le cose.

Maria Casalanguida restituisce agli oggetti d'esperienza una vita desueta, sfonda d'un colpo dall'immagine contenuti formali e suggestioni di vita frantumata, accogliendo il miracolo, ogni volta rinnovato,di presenza che hanno nella loro stessa evidenza di figura il compiuto senso di esistere per sè.
Le figure femminili,una figura di sghembo,i paesaggi, i fiori,stanno nel campo trascorrente e ininterrotto dello sguardo, come oggetti paghi di una loro esistenza nello spazio...

Ho visto i suoi temi d'interni,le nature morte.Sono figure di anciulle, viste nel chiuso delle loro case, sedute immerse nella penombra o illuminate da luci rosate: comunicano tra loro, isolate nel loro discorrere segreto. Rappresentano il coerentecompletarsi di un sentimento, di un mondo della pittrice, ora tenero e un po' misterioso, ora favolistico ed ironico.
 

DIZIONARIO DELLA PITTURA ITALIANA CONTEMPORANEA
anno 1985
 

Il critico d'arte Giancarlo Romiti aveva la possibilità di scegliere, ogni anno,un artista da lui curato ed inserire le sue opere nel
DIZIONARIO DELLA PITTURA ITALIANA CONTEMPORANEA
Scelse queste due mie opere:
L'ATTESA (GRAZIA, modella dell'Accademia di BELLE ARTI di VENEZIA
VENEZIA: SAN GIORGIO (collezione Laura Biagiotti)
 

L'ATTESA (GRAZIA, modella dell'ACCADEMIA BELLE ARTI di VENEZIA
 

VENEZIA, San Giorgio
Collezione Laura BIAGIOTTI
 

... Appare subito evidente che le opere di Maria Casalanguida si originano ed edificano dalla proprietà ed efficacia segnica.La linea, ora sottile e quasi suggerita, ora sinuosa, altra volta spezzata e vigorosa, insiste in funzione di nervatura, struttura portante, principio stesso della realtà.

Il tracciato del disegno delimita le zone cromatiche che possono essere modellate secondo le esigenze del vero, ma possono pure essere intese secondo una gradazione di strisce che interpretano in soggettive scansioni gli effetti chiaroscurali e che giovano efficacemente alla proiezione dei risultati dell'indagine nell'interiorità.

Volti dolcissimi pervasi dall'infinitudine della mestizia sono costruiti con tracce essenziali e lievi tocchi di linee, quasi sussurri per immergerci nella dimensione raccolta dello spirito. Nulla affiora di insistentemente calligrafico, persiste il rifiuto nella tregua dell'inutile,ogni indugio edonistico è superato perchè ciò che conta è il concetto, il momento particolare,la situazione psicologica.
I colori sono bene intonati e hanno ampio respiro, si stendono nella purezza dei loro valori, rispondono ad ogni modulazione emotiva.

Maria Casalanguida è la pittrice dei caratteri fondamentali dell'animo umano. L'analisi si sofferma sui principali che vibrano della sofferenza, quali l'ansia e l'imperativo imprescindibile degli istinti, i quali urgono per tutta la durata della vita.

L'artista non esita a smontare i suoi modelli, a sezionarli per vederli dentro.E le porzioni di membra sembrano percorse da flussi continui di corrente, da un'energia incontenibile che circola nei percorsi dei vari colori orientandosi verso i piu intensi dai timbri che superano i controlli e si affermano nell'assolutezza...ma lo stile rimane unitario ed è subito riconoscibile.
 


Franco RUINETTI, critico d'Arte:

Maria CASALANGUIDA
 

VARIAZIONI FEMMINILI
acrilico su tela 550x60
anno 1980
 

ADDIO A VENEZIA
acrilico su tela 60x80

 

Non pubblico i miei ricordi ed i relativi testi critici seguendo un ordine cronologico.
Penso che non sia necessario a chi vorrà dare considerazione al mio lavoro. Grazie
 

Gaetano PAMPALLONA, critico d'Arte e Poeta
dal Corriere di Viterbo, agosto 1992
LA DUREZZA DEL COLORE e dei GRAFISMI
 

La pittura di Maria Casalanguida merita attente riflessioni,trattandosi di una pittura aspra e dolcissima, segnificamente forte e, sotto l'aspetto prettamente cromatico, priva di scaltriti compiacimenti
Una pittura che coglie, fuori da opportunistiche neutralità,il disagio del vivere e le mille maschere di una società straniata, borgesianamente perduta nei recessi di "triviali miserie" e insidiata dalla cenere nefasta"di cui è fatto l'oblio".
Da ciò,quei volti desolatamente scissi, quel bisogno della ricomposizione subito ritrattata a motivo di un inconscio che si mette in proiezione con furore implacabile,quasi che l'arte della Casalanguida voglia trarre partito dalle lezioni di M.Heiclegger il quale avvertiva come siano proprio i sentimenti intercettati nel loro rovescio, a consentire di comprendere ed avanzare.

Così sul piano stilistico la pittrice privilegia un incalzante andamento geometrico che - secondo quanto afferma più di un critico - si oppone a forme espressive semplicistiche, a tutto beneficio di un'estetica tendenzialmente concettuale che intende amalgamare la vocalità dei piani monocromi(con intagli spesso giustapposti)entro un linguaggio di intelligente progettualità grafica implicante un'inedita autonomia della figura...

Con i suoi interni e i suoi ritratti, le sue aurore e i suoi giardini, le sue "esplosioni", Venezia)...si può senz'altro affermare che nella pittura della Casalanguida (formatasi all'Accademia delle Belle Arti di Venezia) è riscontrabile lo stesso coraggio del rinnovamento che, non simulando"restauri culturali "e "pali d'appoggio" contribuisce al formarsi di un ambito fronte della "presenza"in modo che l'arte come sempre ha sempre auspicato Giorgio Colli, sia"espressione di un'espressione e non già di un oggetto rappresentativo"

Sotto questo aspetto, della Casalanguida sono interamente spiegate le stesure dai contrasti squillanti e prendono senso la pochezza delle mezze tinte e la riduzione dei volumi e delle prospettive. E ci sembrano, per altro verso, confermate le altre tesi circa la compatibilità della crudezza oggettiva e dell'introspezione intimistica che il noto storico dell'arte Ernst H. Gombrich ha illustrato nel suo saggio "Arte e illusione"

 

IRREGOLARE
acrilico su tela 80x80
 

PUNTO DI PARTENZA
acrilico su tela 60x80
donato alla CASA MUSEO SPAZIO TADINI, Milano
 


Antonio OBERTI, critico d'arte:

Maria CASALANGUIDA


Maria Casalanguida, sin dagli inizi della sua attività artistica ha deciso di contare su quella sicurezza di mestiere che deve caratterizzare ogni autentico artista.Pittrice della gioia, la sua pittura sgorga con i ricordi delle cose viste e amate a Venezia o Roma, di fronte ad un giardino fiorito o ad un'aurora boreale.

Dipinge figure che parlano dagli occhi, sorvolando su tanti particolari ch'ella ritiene inutili; dipinge soprattutto la sua chiarezza e la sua sensiblità, i tesori della natura giocando con toni freschi e puri per offrire, evocando, sulle tele le felici combinazioni offerte dalla vita reale.

Mediante un'analisi precisa, non è difficile riscontrare, nella sua pittura depurata e idealizzata,una luce sempre viva e fosforescente che gioca col ritmo musicale dei colori.

Ne deriva che si può credere di trovarsi di fronte ad una trasfigurazione poetica, ad una particolare atmosfera atta a permettere al susseguirsi dei colori mediterranei di esplodere o di languidamente incunearsi gli uni negli altri nell'abbraccio di cielo e terra.
Perciò il suo linguaggio è sempre vivo ed attualissimo, giova a chiarire la volontà dell'artista di mantenere un equilibrio solenne e dolce a un tempo e, perchè no, un ordine di pensieri elevati.




 

MODULAZIONE COSTANTE variante V
acrilico su tela 100x100
 

Fattino TEDESCHI, critico d'arte:


L'Arte di Maria CASALANGUIDA



Un'arte questa che non trova confini e che va oltre l'oggettività guardando,spesso, la realtà dalla finestra del progresso; una realtà contorta e deformata da una appariscente razionalità che investe l'uomo di vuoto.

Maria Casalanguida col suo impegno artistico vuole colmare quel divario esistente tra pseudo-arte e Arte per sentirsi gratificata e cercare di trovare un filo logico nella tormentata vicenda dell'arte; per essere l'antitesi di quella parte negativa di mondo che priva di emozioni, va verso la patologia sociale dell'essere.

Un'Arte che ti investe come la bellezza di un sogno per armonizzarsi ad un nuovo modello di vita cercando le vere motivazioni d'esistere nella determinazione e nella continuità del tempo dando credibilità e dignità alla funzione creativa dell'uomo.
 

COMMIATO

acrilico su tela 80x80
 
Francesco POMA, dottore in storia : Maria CASALANGUIDA
 

Ammirare le opere di Maria Casalanguida, è stata per me un'esperienza unica. Ho molto apprezzato la sua capacità di trasmettere emozioni, con il solo linguaggio dei colori e delle forme.

La pittura astratta, perché di questo si parla, va interpretata e capita, per poterne cogliere il messaggio che essa trasmette ma, per le opere di Maria, queste mediazioni sofistiche non sono necessarie, perché il messaggio giunge sempre chiaro e limpido allo spettatore, inondandolo di sensazioni positive ogni qual volta il suo sguardo si soffermi: ora sulle suggestive campiture di colori, ora sulle forme che essi compongono.

La bellezza, quando è pura, non deve essere spiegata in alcun modo perché il messaggio risulta immediatamente percepibile dallo spettatore, in maniera ostensiva.

Detto ciò, è necessario dire che: se è vero come è vero, che negli intenti di Maria, ci sia la voglia e il desiderio, di raggiungere attraverso la creazione artistica, la "pura perfezione", è pur vero che in quelle stesse opere si rilevi anche la sua consapevolezza che questo obbiettivo, risulti a lei ancora irraggiungibile!

Ed è così chele opere da lei prodotte, sembrano ricordare allo spettatore che cogliere la pura bellezza, è più che una mera operazione artistica che tenti di imitare quelle recondite armonie che solo la natura, ci sa mostrare nelle sue forme "perfette", ma è, per Maria, un obbiettivo, che si può raggiungere, solo indirizzando lo sguardo verso un punto infinito, che, per noi umani, resta irraggiungibile,seppure vi aneliamo; ed è questo un primo messaggio, non troppo nascosto, che io ho colto, nelle opere di questa artista.

La natura, quando organizza le sue forme e i suoi colori, segue sempre degli schemi armonici, fissi e costanti, che risultano essere, ai nostri occhi umani, belle e perfette di per se; così che ognuno di noi riconosce la bellezza di un fiore o di una foglia, istintivamente e senza che nessuno gliene spieghi il motivo. Lo stesso vale per le opere di Maria, perché, anche se le forme e i colori di queste sono astratte, e quindi non riconducibili ad elementi naturali, su cui lo spettatore può esprimere un giudizio cognitivo, egli rimane comunque influenzato positivamente dall'armonia della composizione, che proprio a quelle stesse costanti universali presenti in natura, che Maria si rifà!

Ed è questo un altro messaggio, che io ho fortemente percepito; cioè la voglia di Maria di inserire nell'essenza delle sue opere, il meglio del mondo che ci circonda! il meglio dei colori e delle forme, dello spazio e del tempo, passato e futuro.

 

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